lunedì 2 ottobre 2017

La Comunicazione e la vita religiosa: Serve uno zaino di competenze sulle tecnologie

Io credo che le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, in particolare con l’arrivo di internet negli anni 90, sia un passaggio che fa della nostra epoca un tempo unico. Sono dentro il mondo digitale come cittadina, lo abito per socializzare e per svolgere diligenze e commissioni che prima mi richiedevano operazioni che ora posso fare con un computer, una connessione internet e una carta ricaricabile.

Ho fatto del mondo digitale anche una scelta professionale in un ambito specifico, come la vita religiosa femminile: convinta che siamo figlie e figli di un Dio profondamente comunicativo, ma non arrogante. Se non avesse avuto una grande fiducia nelle sue creature, non avrebbe lasciato che altre e altri scrivessero dell’esperienza umana di Gesù.

Io sento che fare comunicazione è entrare un po’ in questa fatica di Dio di avvicinare le persone, toccarle nel cuore e farle innamorare sempre più dell’umanità, con tutte le sue contraddizioni.

Leggi l'intervista sul sito SoloTablet


lunedì 5 dicembre 2016

Ho fatto un sogno

Stanotte ho fatto un sogno… ho sognato che le italiane e gli italiani avevano alzato la testa e con una botta di dignità avevano deciso che volevano vivere diversamente. Ho sognato che gridavano che erano stanchi di una politica che dal dopoguerra ha annichilito la voglia di crescere ed espandersi, non solo economicamente, di questo paese. Ho sognato che ci alzavamo la mattina con la voglia di andare a lavorare perché ci sentivamo trattati come persone, e il lavoro, pur amandolo, ci lasciava il tempo per dedicarci anche ad altro, a nutrire i nostri hobbies e a vivere l’amore. 

domenica 6 novembre 2016

Un tiempo para la fecundidad: conferencia y taller con Emma Martínez Ocaña

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Costruire spazi di senso per la difesa e la promozione dei Diritti Umani

Questa riflessione prende vita qualche giorno dopo la morte dell’ex Presidente Azeglio Ciampi, e impiegare come titolo di questo articolo una sua frase, mi sembra un segno di gratitudine a un uomo che ha saputo camminare con autenticità in questa storia.

Per queste osservazioni che seguono prendo spunto dalla mia partecipazione, in qualità di facilitatrice, al Convegno internazionale sui Diritti Umani promosso dalla Famiglia Domenicana a Salamanca (Spagna), a settembre del 2016. È stato un onore e un grande apprendimento accompagnare nei quattro giorni dell’incontro i 200 partecipanti della Famiglia di San Domenico (suore, frati, laici e laiche, giovani), provenienti da 50 paesi diversi e con impegni molto differenti tra loro nella difesa e nella promozione dei Diritti Umani nel mondo. Lo chiamano “Processo Salamanca” (in memoria dell’impegno di Francisco de Vitoria e altri Domenicani come Montesinos e Las Casas) questo tentativo di far incontrare e lavorare insieme la dimensione intellettuale e di ricerca sui Diritti Umani e la dimensione più operativa, che mobilita risorse concretamente contro le numerose violazioni dei diritti, nei diversi luoghi del mondo. L’Ordine domenicano ha accettato la sfida di voler conciliare testa e mani, cielo e terra, mente e cuore: non è tempo per le frammentazioni, è necessario lavorare in networking per favorire un cambiamento significativo nella società e per creare quell’auspicata trasformazione verso un benessere sempre più inclusivo e allargato.

domenica 18 settembre 2016

Viscere di compassione e misericordia: l’impegno per i diritti umani, oggi

Parliamo di viscere di misericordia. Donne e uomini siamo dotati di un grembo simbolico che sentiamo vibrare, saltare, muovere a contatto con emozioni forti, piacevoli o sgradevoli. Il dolore per l’ingiustizia e per la sofferenza di altri essere umani ci smuove le viscere, anche quando diventiamo insensibili. È nelle viscere che abita la misericordia, la compassione, l’empatia che proviamo davanti al dolore dell’altro e dell’altra. Quando le viscere non si smuovono più è perché “quando è troppo è troppo”: ci si può assuefare alle continue immagini di dolore che ci arrivano, in tempo reale, da un’informazione piena di dati e immagini che ci sovrastano.

giovedì 15 settembre 2016

Seminario di ecologia profonda: I quattro elementi Acqua, Aria, Terra, Fuoco

"Io sono fatto di corpo, cuore e anima. Il creato ha quello che ho io, e io ho quello che ha il creato. Insieme scopriamo, in entrambi, la bellezza e la grandezza che ci appartengono." Matthew Fox

Alla base di diverse tradizioni mediche, filosofiche e astrologiche, sia in Oriente sia in Occidente, i quattro elementi costituiscono ora simbolicamente ora concretamente il mondo fuori di noi ma anche quello interiore, ponti come sono tra il microcosmo e il macrocosmo. Attraverso l'uso di tecniche immaginative e meditative, la lettura di fiabe, storie mitologiche, brani poetici e narrativi, nonché un'attiva sollecitazione dei cinque sensi, proveremo nel nostro laboratorio ad esplorare e ad entrare in un contatto vivo e partecipe con questi quattro elementi della natura, arrivando a sperimentare la comunione con il creato e la sua profonda, armoniosa unità.

Per prenotarvi, scrivere a: donnemujereswomen@gmail.com

lunedì 12 settembre 2016

La custode del silenzio. “Io, Antonella, eremita di città”



La custode del silenzio
“Io, Antonella, eremita di città”
Antonella Lumini e Paolo Rodari

Le parole che mi accingo a scrivere più che rappresentare una vera e propria recensione del libro sono un atto di gratitudine per Antonella e Paolo; un grazie profondo per lo sforzo, non solo editoriale, ma spirituale che, insieme, hanno compiuto perché questa storia vedesse la luce e l’esperienza, singolare ma ripetibile, di Antonella potesse arrivare a tutte e tutti, credenti e non credenti. Per imparare dal loro racconto è necessario essere ricercatori e ricercatrici, assetate e assetati di spiritualità, di una nostalgia che ci rende donne e uomini inquieti.

lunedì 25 aprile 2016

Generativi si nasce

“Ogni relazione profonda è generativa, perché ci fa essere quello che altrimenti non saremmo stati.”

Mauro Magatti-Chiara Giaccardi

Fecondità, fertilità, relazionalità, viscere, grembo, femminilità, maternità, tenerezza e, oggi, anche misericordia…: sono parole che stanno accompagnando il mio cammino interiore già da qualche anno; probabilmente in coincidenza con la serena consapevolezza che non sarei stata una madre biologica. Oppure con la scoperta profonda che la maternità può essere uno stile di vita, oltre il mero parto biologico (che rimane un dono sacro e misterioso), uno stile che può essere un modo fecondo di abitare la storia, lasciandovi una nostra traccia. Leggi tutto


Passione per il mondo: donne e casa comune

"Passione per il mondo: donne e casa comune" è l'evocativo titolo scelto per il Convegno annuale del Coordinamento delle Teologhe ItalianeUn incontro ricco di idee e spunti per riflettere sul femminile, ecologia e religioni. Che contributo può dare la teologia femminile per vivere con pace nella casa comune. Tanti gli spunti dalle diverse voci di donne che si sono succedute durante la giornata: Antonietta Potente, Letizia Tomassone, Cristina Simonelli, Adriana Valerio, Marinella Perroni, Cettina Militello. Noi donne non teologhe ci sentiamo profondamente grate per il lavoro di ricerca e studio svolto dalle teologhe del CTI: noi ci formiamo sui loro testi per arricchire le nostre prospettive sul delicato tema Donne e Chiesa. Sul sito del CTI saranno presto disponibili le relazioni del Convegno: www.teologhe.org

sabato 27 febbraio 2016

I migranti ci chiedono di condividere un sogno

Mentre leggevo il libricino di Antonietta Potente, Vestire gli ignudi, mi ha colpito una frase sul restituire dignità, o meglio riconoscere la dignità di ognuno e mi ha fatto pensare a come mi sento interrogata dalle migliaia di persone in cammino, che arrivano ai nostri confini scappando da ingiustizie, che non sono solo loro, e non mi chiedono solo risposte concrete e assistenziali, ma mi chiedono di condividere un sogno di un mondo migliore, un desiderio profondo di pace, una nostalgia di bene che ci abita. Per noi, donne e uomini tecnologizzati, che abbiamo dimenticato la potenza del desiderio e della passione, loro ce lo ricordano, ci aiutano a recuperare la sete di un mondo più sorerno e fraterno, il sogno di una società dove tutte e tutti possiamo vivere e vivere bene.